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sabato 17 settembre 2016

Una scintilla nell'oscurità



HO LETTO E RECENSITO:

"Poteva un amore consumarti a tal punto, da non poter più continuare a vivere senza la persona che amavi? Avrei sacrificato la mia stessa vita, se quello era il prezzo per riportarlo indietro dalle tenebre".



Titolo: Una scintilla nell'oscurità
Autore: Emanuela Riva
Editore: Self publishing
Pagine: 209
Genere: Fantasy
Prezzo ebook: € 1,49 

Emma Sullivan è una ragazza semplice, altruista e molto testarda, che vive con suo fratello maggiore a Baselga, un paesino del Trentino. Insieme cercano di superare lo shock della perdita dei genitori, Amelia e Christopher, uccisi due anni prima da due rapinatori. In seguito alla loro morte, la ragazza inizia a soffrire di incubi ricorrenti. Un giorno Emma si reca al centro commerciale insieme alle sue migliori amiche e incontra Adam, un uomo arrogante e bellissimo, destinato a cambiarle per sempre la vita. Ma dietro quel volto bello e fiero si nasconde una creatura mitologica, creata da Dio in epoche lontane. Ben presto per Emma le cose si metteranno male, soprattutto quando si imbatterà nel vescovo Francesco Doria e il suo aiutante don Carlos, finendo coinvolta nella più antica delle faide: la lotta tra il bene e il male.


“Sei una scintilla che riaccende ogni mio sentimento, morirei per te mille e mille volte”


Dopo le ultime saghe sui vampiri mi ero un po’ raffreddata verso l’argomento in questione. La trama di questo libro però mi ha incuriosito nonostante il protagonista fosse proprio un vampiro e ho deciso di leggerlo.
Sono contenta di averlo fatto perché sono rimasta piacevolmente stupita.
Il vampiro che ci viene presentato, Adam, non lo avete mai incontrato in nessun altro libro.
Ciò che colpisce subito è proprio la differenza, ciò che palesemente lo discosta dall’archetipo classico.
Adam è l’unico vampiro esistente. È il corrispondente sovrannaturale di Adamo ma al contrario di quest’ultimo non ha alcuna discendenza.
Adam non può trasformare esseri umani in vampiri e siccome a causa dell’errore originario ha perduto per sempre la sua Eva ossia Ive è condannato a una vita di solitudine.
Questo fin quando nella sua lunga ed eterna esistenza non compare Emma.
Lei è una ragazza la cui vita è stata sconvolta dalla morte dei genitori. Vive con il fratello ed è appena uscita da una relazione con un uomo a cui tiene ancora molto. Adam la salva ma in qualche modo anche lei salva lui perché gli restituisce il calore di un cuore che batte nel petto, che prova emozioni.

«Non avevo intenzione di turbarti».
Mi prese la mano e l’appoggiò sul suo cuore.
«Lo senti? Lo senti come batte all’impazzata?».
Non dissi nulla continuando a guardarlo.
«Prima d’incontrarti questo cuore era solo una carcassa morta, senza alcun suono. Il mio corpo era freddo, congelato. Lo senti ora com’è rovente?».

Non starò qui a spoilerarvi tutta la trama perciò devo fermarmi ma sappiate che al contrario di quello che può sembrare lei non è una semplice umana, anzi in realtà è lei la vera protagonista, l’eroina dell’intero libro.
Questa è proprio una delle cose che ho apprezzato di più: il vampiro è lui ma è lei a essere speciale e il lettore si chiede se non sia l’incarnazione dello spirito di Ive separata agli albori dal suo Adam.

Sebbene nel rapporto tra i due ho ravvisato qualche somiglianza con Twilight l’originalità della trama ha fatto passare questo fattore in secondo piano. 
La trama è scorrevole e lo stile semplice e diretto. Se cercate una storia sui vampiri diversa dal solito "Una scintilla nell'oscurità" fa al caso vostro. E ricordate anche la più piccola scintilla può bruciare un cuore per sempre.



lunedì 4 luglio 2016

Green and Grey recensione

HO LETTO E RECENSITO:




 Titolo: Green and Grey
Autore: Elena Croci
Editore: Self publishing
Pagine: 306
Genere: Fantasy
Prezzo ebook: € 0,99 


E' l'anno 2016, il mondo è stato flagellato da un' Apocalisse che nessuno riesce a spiegarsi. I Protettori sono gli unici che possono difendere i pochi sopravvissuti rimasti da esseri demoniaci che seguono solo l'odore del sangue. Elly e Brute sono i primi a dedicarsi alla protezione del genere umano. Lei, seria e calcolatrice, è alla ricerca di una parte del suo passato che sembra ormai perduta. Lui, entusiasta ed ottimista, spera in un futuro migliore. Legati da una connessione misteriosa e prepotente i due amici hanno l'ingrato compito di gestire un Campo di sopravvissuti, crescere un ragazzino instabile e nel frattempo non rimetterci la pelle.Il tutto immerso in un mondo ormai fermo ad un anno prima, colmo di interrogativi e di un silenzio che annienta. 


Il 13 Maggio 2015 nel mondo si assiste a un’apocalisse. Dal nulla compaiono Loro.
Mostri con zanne e pelliccia attratti dall’odore del sangue e pronti a decimare la popolazione mondiale.
Attenzione: Loro non sono i classici mostri; non sono zombie né vampiri. Hanno caratteristiche nuove.
La vicenda incomincia a undici mesi di distanza dalla catastrofe e i primi personaggi che conosciamo sono Elly e Brute.
La narrazione si svolge in prima persona alternando i loro punti di vista perciò conosciamo molto da vicino le loro sensazioni e assistiamo alle loro storie anche dal punto di vista emotivo.
Loro due hanno messo in piedi un Campo ossia una zona sicura, recintata e sorvegliata, dalla quale potersi difendere dai mostri che brulicano ovunque.
Ma il Campo non è solo questo, è un modo di sopravvivere, una piccola città autonoma ed organizzata dove ognuno svolge il proprio compito per contribuire al sostentamento della comunità. Anche se ci troviamo in un apocalisse infatti, la narrazione si concentra per lo più su vicende umane, persone che cercano di andare avanti e fanno cose normali: si amano, si odiano, litigano e fanno pace.
Nel campo si VIVE, nonostante si sopravviva.
Elly e Brute sono amici e sono inseparabili. Ma hanno anche qualcos’altro che li accomuna. Possono trasformarsi.
“Al primo segnale di pericolo il mio corpo era mutato, mi ero ritrovata a correre alla velocità della luce su quattro zampe, ad essere forte, ad avere zanne pericolose tanto quanto le loro. Vedevo tutto, sia di giorno che di notte, sentivo tutto, ogni rumore, ogni odore. A differenza di Quelli, la mia forma era ben definita. Ero un lupo, con il pelo lungo e scuro, che richiamava il colore dei miei capelli.”

Ma attenzione una delle maggiori novità della storia consiste proprio in questo.
Non è una storia di licantropi.
Ogni protettore è in realtà un mutaforma. Può tramutarsi in qualsiasi animale.
Nonostante ciò, ognuno di loro si sente a proprio agio in una particolare forma animale.
Per Elly è un lupo, per Brute un orso.
Lascerò a voi scoprire gli altri.
Questi personaggi in grado di trasformarsi si fanno chiamare Protettori perché sono gli unici in grado di uccidere Loro.
I protettori non sono sempre stati mutaforma. Erano persone normali, la loro prima trasformazione risale al giorno dell’apocalisse e porta con sé spiacevoli ricordi.
Una delle cose che ho amato di più è la connessione emotiva tra i due protagonisti.
“Nessuno mi ha mai conosciuta nel modo in cui mi consoci tu. Nessuno, nemmeno mio marito. Sai tutto quello che mi passa per la testa, anticipi i miei bisogni, ti basta un secondo per sapere cosa dire nel modo giusto, al momento giusto. Ed io sono felice di questo, perché sei il miglior amico che potessi desiderare, ma come credi che la prenderanno mio marito o una tua futura ragazza? Come faranno ad abituarsi all’idea che non ci capiranno mai quanto noi ci capiamo a vicenda?”
La storia mi è piaciuta per i suoi tratti innovativi e ho trovato lo stile dell’autrice molto scorrevole, tuttavia, a volte, la narrazione procede troppo lentamente e i ricordi incidono a rallentarla. Spesso vengono ripetute nei dialoghi informazioni che già conosciamo.
Le scene che ho preferito sono quelle in cui Brute ed Elly vanno in esplorazione alla ricerca di sopravvissuti perché è lì che si concentra l’azione. Ne avrei voluta di più ma spero che l’autrice ce la concederà nel seguito della storia.
 “Alcune certezze ti colpiscono all’improvviso. Non hanno un perché, ma non lasciano dubbio. Almeno, non a me. Mi fidavo ciecamente del mio istinto (…) Ed in quel momento, quando sentii la pietra sotto di me cedere, sapevo che la mia morte non era minimamente in dubbio.”
Cinque stelle all’ambientazione. Un post apocalittico ambientato in Italia.
La lettera finale mi ha fatto commuovere.
Spero che il rapporto tra Elly e Brute si evolva nel prossimo capitolo.
Il finale è stato inaspettato.
Ho adorato il messaggio intrinseco alla storia.
In un mondo in cui tutti hanno perso i propri cari, lasciato le loro case, e sepolto la loro routine, la famiglia non la fa il sangue, la fa il cuore.
«Avresti mai detto, un anno e mezzo fa che ti saresti ritrovata a letto con ben due tedeschi?». 
«No, non avrei mai pensato di poter essere così fortunata».




domenica 19 giugno 2016

La battaglia dei pugnali recensione

HO LETTO E RECENSITO:
La battaglia dei pugnali di Marie Lu


“Pensano di potermi escludere, ma non importa quante serrature montino all’ingresso.
C’è sempre un'altra porta.”


 

Titolo: La battaglia dei pugnali (Young Elites vol1)
Autore: Marie Lu
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 285
Prezzo ebook: € 4,99 

Adelina Amouteru è una sopravvissuta. Dieci anni fa il suo Paese è stato colpito da un’epidemia. Sono morti quasi tutti, e i pochi bambini rimasti in vita sono stati marchiati per sempre dalla malattia. I bei capelli corvini di Adelina sono diventati color argento, le sue ciglia bianche, e l’occhio sinistro è sostituito da una brutta cicatrice. Il suo crudele padre la considera un’appestata, una maledizione per la casata degli Amouteru. Ma i sopravvissuti hanno acquisito anche straordinari poteri magici, per questo la popolazione li chiama “Giovane Elite”.
Teren Santoro è al servizio del re, dirige l’Inquisizione: il suo compito è scovare i sopravvissuti della Giovane Elite e annientarli. Lui li considera malvagi, eppure è lo stesso Teren a nascondere grandi ombre nel suo cuore.
Enzo Valenciano fa parte della Compagnia della Spada, un gruppo segreto all’interno della Giovane Elite, nato con il compito di combattere l’Inquisizione. Ma quando incontrerà Adelina, scoprirà che la ragazza possiede poteri che mai nessuno ha avuto prima e cercherà di convincerla a combattere al suo fianco.

Ho letto questo libro (il primo di una trilogia)  tutto d’un fiato finendolo in pochi giorni ma scrivere la recensione è stato molto più arduo. Non perché qualcosa mi sfuggisse della vicenda ma perché volevo cercare di rendere al meglio il mondo a cui l’autrice ha dato vita.
Premetto inoltre che non ho letto Legend la trilogia precedente dell’autrice (che di certo recupererò) e che quindi mi sono avvicinata a questo libro senza aspettative né attese.
Il mondo costruito dall’autrice è ricco e dettagliato, diviso in regni ognuno con un proprie usanze e una propria moda nel vestire. Ci troviamo in un’ambientazione cinquecentesca che aggiunge un ulteriore fascino alla vicenda.

La maggior parte della storia di questo primo capitolo si svolge a Estenzia e anche se è una città immaginaria non ho potuto fare a meno di avere, per tutto il tempo, davanti agli occhi Firenze.

 Dopo il dilagare nel regno della febbre sanguigna molte cose sono cambiate.
Tutti gli adulti colpiti sono morti ma i bambini superstiti non ne sono usciti indenni.
Il morbo li ha cambiati nell’aspetto deturpandone i visi, deformandone i corpi e alterandone in modo inconsueto il colore dei capelli.
Le chiamano creature imperfette, le umiliano e le degradano. Sono la vergona e lo scarto della società.
Alcune tre esse sono dotate di poteri sovrannaturali e perciò prese di mira dai regnanti e perseguitate dall’inquisizione (e da Taren) che le vuole morte.


“Tutti parlavano sottovoce di queste creature imperfette. La maggior parte le temeva e le chiamava demoni. Ma segretamente io le ammiravo. La gente diceva che riuscivano a far apparire il fuoco dal nulla. Potevano chiamare il vento. Controllare le bestie. Scomparire. Uccidere in un batter d’occhio”.

La nostra protagonista Adelina Amouteru è una di loro.
Ha il potere di creare illusioni, di modificare la realtà agli occhi esterni.
Ma il suo potere si nutre di rabbia e paura e questo non le consente di avere presa salda sui propri poteri.

“La rabbia sale dentro di me mischiandosi alla paura. Non morirò qui oggi.
Stavolta giungo nel profondo della mia mente e alla fine afferro lo strano potere che stavo cercando. Il mio cuore vi si abbarbica disperatamente.
Il mondo si ferma.”

Penso che l’autrice sia stata molto ardita nel proporci una tale protagonista ma anche che il suo coraggio sia stato premiato. Dopo tante principesse dal volto sublime, ed eroine pronte a dare la propria vita per salvarne un’altra, ci troviamo di fronte LEI.
Lei non è perfetta. Uccide. È vendicativa. È subito chiaro che non sia un eroina.
Non può salvare nessuno se non è riuscita nemmeno a salvare se stessa da un'infanzia infelice.
Non è bella o almeno non secondo i canoni classici.
Ha i capelli argentei e un’orribile cicatrice dove c’era il suo occhio sinistro.
Inoltre porta in sé il peso dell’oscurità.

“Col fuoco tutt’intorno a noi, con la mano bollente di Enzo contro la seta del mio abito, con le sue parole nelle orecchie e il mio corpo ancora tremante per gli attacchi degli altri, la combinazione di paura, odio, rabbia e desiderio finalmente si fondono in una cosa sola. Riesco a sentire un’incontrollabile oscurità crescere dentro di me, milioni di fili che congiungono ogni cosa nel mondo, la malvagità dentro Enzo, l’iniquità all’interno di tutti coloro che ci circondano crescono finché sono in grado di sfiorare e chiudere la mia mente attorno a una manciata di questi fili e tirarli. L’oscurità si inchina a me, bramosa del mio abbraccio”.

Scampata alla cattura dell’Inquisizione entra a far parte della segretissima compagnia del pugnale e addestrata dal capo in persona: Enzo Valenciano.

Dal momento in cui i due si guardano per la prima volta intuiamo già che non riusciranno a resistersi.

“Odora di fumo ed emana calore da ogni centimetro del suo corpo. La mia testa si appoggia stancamente contro il suo petto. Sono troppo stanca per lottare, ma ci provo ancora. Tutto ciò che mi circonda galleggia in un oceano di tenebre”.


Enzo è nobile d’animo e non solo. È di sangue reale, il legittimo erede al trono di Kenettra, bandito dopo essere stato colpito dal morbo per le sue imperfezioni. Enzo può manipolare il fuoco.

“Fa schioccare le dita. Una piccola fiamma prende vita sui suoi polpastrelli, lambendo avidamente l’aria al di sopra di essi. A differenza di qualunque cosa io abbia creato durante il rogo, questo fuoco pare reale, il suo calore altera lo spazio intorno e scalda le mie guance.”

Il suo aspetto gentile però non induce in inganno, anche lui sa essere uno spietato assassino. Assassino e gentiluomo nella stessa persona è disposto a tutto per recuperare il trono e riabilitare le creature imperfette agli occhi del mondo.
L’ho adorato dal primo momento e solo in seguito, scoprendo l’amore dell'autrice per il videogioco Assassin’s Creed, mi sono resa conto di quanto somigliasse nell'indole a Ezio Auditore.

I personaggi sono il punto forte della storia. Ognuno di loro è descritto nei dettagli, ha il suo spessore all’interno della storia, e ogni specifico potere concorre al risultato finale.

Lo stile è scorrevole ci trascina nell’atmosfera senza mezze misure. Non mancano i colpi di scena. Uno tra tutti, un finale davvero scioccante e inaspettato.

Per quante parole abbia speso per questa storia vi assicuro che non sono abbastanza, l’unico modo per calarsi nella vicenda e deliziarsi della sua atmosfera è leggerla.

Buona lettura a tutti.





mercoledì 25 maggio 2016

Silver l'ultimo segreto recensione

Ho letto e recensito:


Terzo e ultimo volume della Trilogia dei Sogni

Titolo: Silver L’ultimo segreto
Autore: Kerstin Gier
Editore: Corbaccio
Prezzo ebook: € 9,99
Prezzo cartaceo: € 16,40


Salve a tutti! Vi avevo abituato a recensioni a quattro orchidee, vero? Beh mi dispiace dirvi che questo libro, a mio parere, ne merita di meno. 
Nel blog non troverete le recensioni ai due volumi precedenti semplicemente perché quando li ho letti, il blog non era ancora nato e non li ricordo così bene da poterli recensire. In ogni caso se state leggendo questa recensione sicuramente sapete di quale serie stiamo parlando. 


Ormai è appurato: nemmeno nei sogni si può stare in pace. Prima, quando Liv viveva a casa sua, i sogni erano affari suoi, ma adesso che si è stabilita a Londra insieme alla sorella Mia da Ernest, il nuovo compagno della madre Ann, sembra che tutti ne sappiano più di lei. In primo luogo Grayson, il fratello appena acquisito, e poi tutti i suoi amici. Da quando le sono apparsi in sogno in un cimitero, intenti in una cerimonia esoterica, Liv è costretta a condividere con altri ragazzi non solo la scuola, ma anche la notte e i suoi incubi. Da un certo punto di vista questo può avere i suoi aspetti positivi, specialmente quando Liv è con il fascinoso Henry… ma i sogni sono minacciati da una presenza oscura e inquietante pronta a seguire i ragazzi nei loro spostamenti e, soprattutto, il loro amico Arthur ha deciso inspiegabilmente di rovinare per sempre la loro vita. Di giorno, le cose non sembrano andare meglio in questa famiglia allargata dove c’è ancora qualche rancore di troppo tra Florence, la spocchiosa gemella di Grayson, la mamma di Ernest che mai e poi mai vorrebbe diventare la suocera di Ann e l’autore di un blog anonimo che si diverte a spiattellare tutti i segreti di Liv. Certo, c’è Henry, il suo meraviglioso fidanzato, ma cosa farà quando scoprirà che Liv gli ha mentito?

 
Con questo volume si conclude la trilogia dei sogni nata dalla penna di Kerstin Gier.
Mentre la madre di Liv e il padre di Grayson sono impegnati nell’organizzazione del loro matrimonio, e Lottie decide “per pene d’amore” di trasferirsi altrove, la combriccola dei sognatori è ancora in conflitto.
Anabel è tornata, anche se non fa più paura di Arturh che era quasi riuscito a convincere Mia a buttarsi giù dalla finestra da sonnambula.
Liv e Herry affinano il loro poteri onirici per combattere i loro nemici (ossia i loro ex amici) mentre Grayson, il più razionale dei tre, si concentra su ricerche effettuate nel mondo reale, scoprendo più di quanto riescano a fare gli altri due.
Il pericoloso Arthur infatti, ha scoperto come programmare le persone in sogno al fine di farle comportare nella realtà come lui desidera. Il tutto è innescato da una parola d’ordine e la vittima può trasformarsi in un crudele assassino o spiattellare davanti a una massa di studenti tutta la propria vita amorosa. Il suo scopo resta invariato vendicarsi dei suoi ex amici e uccidere Liv.
Dunque nel primo volume il nemico era Anabel.
Nel secondo si fa avanti Arthur.
E nel terzo?
Anabel e Arthur si coalizzano e resta in sospeso la questione soprannaturale.
Forse vi aspettate che si facci avanti il misterioso demone che dal primo volume incombe sul corridoio?
È reale o non è reale?
Se ve lo domandate ancora, non lo scoprirete fino alle ultime pagine visto che la stessa Liv Silver non farà altro che chiederselo durante tutto il libro!

«Potrebbe anche trattarsi del mio sangue: del resto io ho deluso il dominatore piumato più di tutti voi messi insieme».
Giusto. Non era riuscita a tagliarmi la gola. Però ce l’aveva messa davvero tutta, questo potevo testimoniarlo.
«Piumato?» questa mi giungeva nuova «Vuol dire che lo hai visto?» chiesi sfregandomi le braccia. La temperatura era scesa ancora di qualche grado. Anabel scosse di nuovo la testa. Poteva essere benissimo paura quella che si rifletteva nei suoi occhi, ma non sapevo se era la mia o la sua.

Questo libro è sfuggente, butta in campo tante idee ma non si sofferma su nessuna di esse.
 “L’ultimo segreto” è il peggiore dei tre libri.
È lento, pieno di dialoghi che appesantiscono la trama. 
Si dilunga su personaggi che già conosciamo senza aggiungere nulla di più alla loro caratterizzazione.
Anche le domande della protagonista restano invariate.
Come fermiamo Arthur? Esiste o non esiste il demone?
Impensabile che l’unico pericolo reale in questa storia provenga da due adolescenti che riescono a manipolare i sogni.
Anche la storia d’amore tra Liv e Henry è tiepida.
Gli unici momenti interessanti sono stati ben pochi; quello in cui Matt (nuovo personaggio) anima un po’ la situazione siccome Liv si è infiltrata nei suoi sogni a insaputa di Herry. Altro punto saliente quello in cui scopriamo chi è Secrecy (sì almeno questo nodo viene sciolto). Inoltre mi è piaciuto il modo in cui i ragazzi riescono a sistemare una volta per tutte la questione Arthur.
La cosa che più mi aveva intrigato di questa storia era proprio l’esistenza delle porte dei sogni, un’idea davvero originale secondo la quale ognuno di noi ha la propria porta che rispecchia il carattere del sognatore. Per entrare nel sogno di qualcun altro devi avere con te un suo oggetto personale. Inoltre per aprire la porta a cui vuoi accedere devi quasi sempre risolvere un enigma o un indovinello, una sorta di protezione del subconscio del sognatore.
L’idea di base dunque era promettente e intrigante ma il modo in cui si è evoluta non mi ha convinto.
Essendo il capitolo conclusivo della trilogia, che già di per sé non ho adorato molto e che non è nemmeno lontanamente paragonabile alla trilogia delle gemme, speravo che la storia non solo si infittisse ma alla fine si dipanasse, svelandoci finalmente il perché dell’esistenza del corridoio dei sogni che è senz’altro uno dei quesiti principali posti in essere dalla storia. Invece…

 “Henry si scostò un capello dalla fronte. Poi mi baciò di nuovo e io dimenticai quello che avrei voluto dirgli. Ovvero che non conoscevamo ancora il vero mistero: che cosa fosse questo corridoio, perché lo avessimo scoperto proprio noi e come fosse spiegabile il fenomeno dal punto di vista scientifico.”

Bam.
Ecco qui spiattellato davanti agli occhi il nodo della questione.
Il vero mistero resta un mistero. 
E dopo tre libri e circa novecento pagine lette direi che alcuni lettori non ne sono affatto contenti!



martedì 17 maggio 2016

Persa nel tuo ricordo recensione

Ho letto e recensito



TITOLO: Persa nel tuo ricordo– Medium Saga
AUTORE: M.P Black
EDITORE: Self Publishing
PREZZO EBOOK: € 1,15
PAGINE: 250

 Emmanuelle Hill è riuscita a sopravvivere al Limbo, che si trova al di là dello specchio magico, e all’attacco della Prima Strega. Il suo cuore è ancora diviso tra il dolce amore per lo spettro di Michael e quello appassionato per l’affascinante Anthony. Sempre più spesso, Emy si troverà a perdersi nei ricordi della sua vita passata e a fare i conti con i terribili scheletri chiusi nell’armadio della vecchia famiglia Chapman. Dopo aver finalmente scoperto l’identità dell’uomo che la perseguita, per privarla dei suoi poteri e aprire così il varco tra il mondo dei vivi e quello dei morti, Emmanuelle, scavando a fondo nella sua esistenza precedente e scoprendo che Mary aveva stretto alleanza con una strega famosa dell’epoca, capirà infine come deve agire per ritornare finalmente a essere libera. Con l’aiuto della sua migliore amica Ette, escogiterà un piano terribile e pericoloso, che nessuna strega, prima di quel momento, ha mai messo in atto, e che potrebbe sconvolgere per sempre la sua esistenza. Nel secondo e ultimo libro di “Medium Saga”, il mistero, l’horror e il thriller si sposano con la passione e un pizzico di eros, con un ritmo incalzante e una trama ricca di colpi di scena. Perché niente, alla fine, è quello che sembra.

Abbiamo lasciato Emanuelle proprio sul più bello: stava entrando nello specchio rispondendo al richiamo di sua madre, morta mesi prima in un incidente d’auto.
Vi farà piacere sapere che il secondo capitolo della saga prosegue esattamente dove si era interrotto.
Emanuelle è nello specchio, nel Limbo, un luogo sospeso tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un luogo che può avvolgerti con le sue tenebre e farti dimenticare ogni cosa.
Ogni affetto. Ogni amore.
Per sempre.
Persa nel tuo ricordo, parte in sordina.
Non ti dà un attimo di respiro, gli avvenimenti si susseguono furiosi e di pari passo la curiosità del lettore.

«Conosci Michael?» le chiesi, con un filo di voce rotta dall’emozione.
Mamma sospirò a fondo. «So che è un Chapman e che tu stai comunicando con lui attraverso lo specchio. So che era il marito di Mary Cornish e che tu, in passato, eri lei.»
Si interruppe stringendo gli occhi a fessura.
«Non lo devi cercare. Lui non può uscire da quella prigione, Emy! Non ci sono speranze per te di riaverlo! Nessuna!».

Emy ha più dimestichezza con i suoi poteri adesso, inoltre inizia a ricordare dettagli della sua vita precedente che possono aiutarla a sbarazzarsi del nemico senza volto che la perseguita.
Sappiamo che nel passato questa persona è George, il fratello di suo marito Micheal, ma nel presente né noi né Emy abbiamo idea di quale sia il corpo in cui George si è reincarnato.
Il suo scopo comunque non cambia: vuole ancora rubarle i poteri e abbattere il velo tra i due mondi, divenendo il Medium più potente.
Se dovessi usare un solo aggettivo per descrivere il romanzo direi: imprevedibile.
Leggi e sbarri gli occhi per la sorpresa!
Non riesci mai a supporre cosa succederà alla pagina successiva e a volte non hai nemmeno il tempo di supporlo perché il ritmo della narrazione è serrato.

“Come vorrei che tu ricordassi, dannazione!” esclamò, alzando la voce. “Anthony non ha alcun diritto su di te, io ti ho amata molto prima di lui, e quando dico molto, non intendo in questo secolo.”

Emy non è sola nella battaglia e nemmeno nella ricerca del medium: c’è suo padre, c’è Antoniette la sua amica strega, c’è Antony l’uomo di cui si è innamorata, c’è persino un intero circolo di Custodi che provvedono alla sua protezione. Eppure la verità si confonde e sfuma insieme agli eventi e a un certo punto Emy si renderà conto di dover seguire il suo istinto e i suoi poteri.
Perché nessuno è chi dice di essere.
Proprio la visione degli spettri e ricordi della vita precedente forniranno un solido appoggio alle sue teorie, avvicinandola a una verità che lei non sospettava per niente (e nemmeno io!).
Intrighi e colpi di scena vi faranno compagnia fino all’ultima pagina e i morti vi sveleranno segreti che neppure i vivi conoscono.

Finché non apparve lei.
Iniziò a osservarmi dal lato opposto del tavolo, sistemata alle spalle di Ette. Mi accorsi che nessuno, a parte la sottoscritta, la vedeva.
Miss Cornelia Chapman, che avevo già incontrato prima nel corridoio delle camere, alzò lentamente il braccio destro e segnò la porta della sala. Poi iniziò a fluttuare verso di essa, scomparendo dall’altra parte.
Capii subito che avrei dovuto seguirla.
 Non poteva non piacermi! Adoro tutto ciò che riguarda vite precedenti e ambientazioni ottocentesche. Inoltre già nel primo volume avevo avuto modo di conoscere e apprezzare lo stile della scrittrice e la sua capacità di farci immergere nella trama a grandi passi e senza respiro.